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martedì 8 settembre 2015

La Grande Guerra a Jesolo





Alberta Bijoux a Jesolo
Alberta Bijoux a Jesolo

Fino al 13 settembre 2015 a Jesolo in Piazza Brescia,
si possono ammirare le sculture di sabbia che quest'anno,
 in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale,
hanno come tema proprio la "Grande Guerra".
Sculture monumentali che scaturiscono da possenti blocchi di sabbia dolomitica locale trasportata dall'arenile jesolano, inumidita e pressata, grazie all'abilità dei "Sultans of Sand",
gli artisti internazionali della sabbia.



World War I - Jesolo, Piazza Brescia, Sculture di sabbia

Un tema fortemente impegnato, rispetto a quelli più fantasiosi delle precedenti edizioni:
dai grandi blocchi di sabbia escono, con forza prorompente, coraggio e disperazione, le figure di soldati in trincea. La sofferenza è impressa nei loro volti con una tal contrazione muscolare,
 da farli sembrare veri.

Le sculture di sabbia di Jesolo
Alberta Bijoux in visita alle sculture di sabbia di Jesolo

Un salto indietro nel tempo, un viaggio nella nostra storia, quello che Jesolo, rinomata località del divertimento, vuole proporre in questa calda estate.
Un viaggio, in occasione dei cento anni dalla Prima Guerra Mondiale che si articola in vari blocchi di sabbia sapientemente pressata e compattata.
Jesolo, un litorale sabbioso lungo chilometri, tra campeggi e grandi hotel, sale gioco e locali di svago, utilizza e valorizza la sua materia prima in chiave vincente, la sabbia appunto,
attirando da anni, con questa manifestazione open air che si può ammirare gratuitamente,
tantissimi visitatori giovani e meno giovani.

Tra ruote di cannoni, giubbe e zaini sulle spalle, fucili, munizioni e cruente scene di combattimento, il mio occhio si perde nella veridicità mantenuta fino al dettaglio nel dramma della guerra,
nel pathos della scena.






Mi soffermo poi davanti a un blocco di sabbia scolpito dove sono incise sulla sabbia
delle parole che sono destinate, nonostante l'effimerità del materiale dove sono scritte,
 a durare nel tempo scolpite come poesia nel cuore  e nelle orecchie di tutti.


La poesia di G. Ungaretti

Si sa, le parole scritte sulla sabbia solitamente non sono destinate a durare a lungo.
Ma le poche parole della poesia di Giuseppe Ungaretti trasmettono esattamente l'incertezza e la precarietà della condizione non solo dei soldati impegnati nella Prima Guerra Mondiale del 1915
ma anche di quelli che combattono in tutte le guerre.
 Questi versi si fissano nella nostra memoria facilmente
attraverso la naturalistica similitudine tra uomini-soldato e foglie.

In fondo la poesia resta attuale: parla oggi e sempre delle nostre esistenze,
pronte a essere cancellate da un'onda, in un'agghiacciante atmosfera di normalità e inevitabilità;
così i nostri corpi in un istante come le foglie di quell'albero
 disegnate sulla sabbia.



Poesia e fimo Ungaretti
Versi in Fimo


E una volta tornata a casa,
dato che le parole scritte sulla sabbia verranno presto ineluttabilmente  cancellate,
per fissare polimericamente il ricordo di questa esperienza,
ho deciso di riportare, materializzando la mia esperienza nel fimo,
 i versi della poesia del grande poeta Giuseppe Ungaretti
su una sfoglia di fimo lavorata a effetto sabbia, utilizzando,
per ottenere la texture granulosa della sabbia, uno spazzolino da denti;
l'ho incisa con la punta di un chiodino a T ,
 impugnandolo com'esso fosse un bastoncino di quelli trovati sulla spiaggia ieri,
immaginando di essere ancora lì nella spiaggia di Jesolo,
 cullata dalle onde dei ricordi che si affacciano alla mia mente.





mercoledì 2 settembre 2015

Novità alla Mostra del Cinema di Venezia: la scenografia in un bijou




Grandi giornate di grandi preparativi quelle di questi giorni al Lido di Venezia,
 per l'allestimento della Cittadella della Mostra del Cinema di Venezia.


Lavori in corso alla Mostra  del Cinema del Lido di Venezia


E oggi 2 settembre 2015 tutto è pronto per l'attesissimo via.

Il Palazzo del Cinema con la sua scenografia
Parallelamente fervevano, nel laboratorio di Alberta Bijoux, i preparativi 
per la realizzazione di un  bijou molto particolare:
una collana, ispirata alla scenografia di petali rossi che, in stile American Beauty,
 da qualche anno, come omaggio floreale alla città di Venezia, 
continua ad adornare di un rosso smagliante la facciata del Palazzo del Cinema del Lido.
Così, in diretta dalla Mostra del Cinema di Venezia,
 continua l'itinerario delle idee che prendono forma in pasta polimerica.

Petali di pasta polimerica You Clay RED

In questi giorni ho realizzato una collana da indossare stasera in prima serata davanti al red carpet:
ho creato dei petali in pasta polimerica  You Clay rossa che riprendono,
 nella forma e nel colore,
 i grandi petali in polistirolo utilizzati per l'allestimento della facciata del Palazzo del Cinema;
li ho poi montati utilizzando dei chiodini a T color argento
in ricordo dell'intrico di tubi che sostengono i grandi petali reali.
Dalla scenografia al bijou in pasta sintetica.
Mostra del cinema bijoux novità
Dalla scenografia alla pasta polimerica


E questo è il risultato!

Mostra del cinema bijoux novità
Collana petali in pasta polimerica You Clay To Do  by Alberta Bijoux

Mostra del cinema bijoux novità
Pronta per il Red Carpet

Mostra del cinema bijoux novità
La scenografia in un bijou


La mia collana brillerà sul Red Carpet tra gli scintillanti bijoux indossati dalle star?
Beh, io intanto sono pronta per indossarla ovviamente con tanta ironia.
Del resto, quando passeggiamo davanti alla mostra diventiamo, tra i flash dei fotografi,
anche noi parte della scenografia. 
 Dalla mostra per oggi questo è tutto!

http://www.grazia.it/itblogs
http://www.grazia.it/stile-di-vita

martedì 25 agosto 2015

La Biennale d'Arte di Venezia è musica per le mie orecchie


Di wc quest' anno diciamo che ne ho visti molti:
abbiamo appena dovuto rifare un bagno in casa e tra wc sospesi, a terra, mini e maxi,
 ormai i sanitari non sono più solo dei semplici sanitari ma, girando tra Leroy Merlin, Brico and Co.,
 ti accorgi dei milioni di modelli che esistono sul mercato, tondeggianti, oppure
 dalle forme geometriche più squadrate.



Cercando i sanitari per il nostro bagno

Ma non avevo ancora visto sul mercato, se no magari ci avrei fatto un pensierino,
 il nuovo wc lanciato dagli artisti del Padiglione Georgia
 alla Biennale d'Arte di Venezia presso la sede espositiva dell'Arsenale. 


Crawling Border, Georgia
Qui, una bella esposizione di wc super accessoriati dotati di cuffie per ascoltare
 quei suoni che ci accomunano un po' tutti, in tutto il mondo,
si presenta schierata su un prato di erba sintetica.

 
Crawling Border, Georgia
 
Crawling Border, installazione articolata in vari momenti,
 parla sostanzialmente di confini da oltrepassare e di barriere che dividono.
 
Nell' ultima parte dell'installazione ci attende questo gran finale un po' ironico e provocatorio
 ma altamente significativo con i wc,
uno dei ready-made più famosi da Duchamp in poi.
 
Ebbene sì ragazzi, gli artisti della Georgia hanno proprio ragione,
 e dato che "naturalia non sunt turpia", come dicevano gli antichi latini,
 propongono in chiave artistica questo sanitario prodotto in serie
 che accomuna l' umanità e che continua a far parlare di sè.

E venendomi in mente le opere provocatorie di Cristina Guggeri,
non mi è necessario un grande sforzo
per vedere seduti sui vari wc tutti i grandi del pianeta ... ma anche tutti noi.
 
Davanti ad esso siamo tutti uguali.
 
L' arte, intesa come messaggio, sta quindi nel wc.
 

Ma.....scusate un attimo....ora che guardo meglio...
quelle cuffie mi sembrano familiari.....
così nere.....

Ma sì!!!!! Mi ricordano tanto quelle che ho realizzato in fimo per una cornice a tema Hip Hop ...
Non vi sembra?

Cuffie in fimo hip hop
Cuffie in Fimo by Alberta Bijoux 


Cornice Fimo hip hop
Cornice in Fimo HIP HOP by Alberta Bijoux
 
Anche la musica, come arte, è capace di abbattere i confini e le distanze
con il suo linguaggio universale.

Che dire.....
La Biennale d'Arte di Venezia è sempre musica per le mie orecchie!
Mi offre sempre numerosi spunti per continuare il mio itinerario tra Arte e Fimo.

Georgia Biennale cornice hip Hop cuffie fimo
Alberta Bijoux,  un itinerario tra Arte e Fimo


mercoledì 19 agosto 2015

Il primo arcobaleno. Itinerario tra Biennale e Fimo. Padiglione Turchia


Un' installazione, quella di Sarkis, per il Padiglione Turchia alla 56a Biennale di Venezia,
che, al primo sguardo, tra lo stupore e la meraviglia,
 illumina i cuori e la sala che ospita due grandi arcobaleni neon.

 Questi ci fanno veramente prendere un bel Respiro con la R maiuscola durante la visita!
Respiro, Sarkis, Padiglione Turchia, 56a Biennale d'Arte di Venezia

 
Due arcobaleni artificiali e site-specific che sembrano sospesi per magia nell'aria;
non si capisce bene se siano entrati dalle finestre aperte delle sale dell'Arsenale,
 dove in ogni angolo si respira Arte,
oppure siano fuoriusciti da dei barattoli contenenti i sette colori dell'arcobaleno messi a terra.
Al centro della sala un muro di specchi decorati, come a pois, con le impronte digitali lasciate da sette ragazzi, sette proprio come i sette colori dell'arcobaleno,
quattro ragazzi turchi e tre italiani del Liceo Artistico di Venezia.
Le impronte digitali sugli specchi umanizzano l'installazione imprimendo un collegamento con l'esperienza umana e la percezione dei fenomeni naturali.

Alberta Bijoux alla Biennale di Venezia arcobaleno Sarkis Turchia
Le impronte digitali

 
Avvicinandomi sempre di più allo specchio nel quale mi rifletto,
 rifletto e fotografo con un clic la mia esperienza,
e penso alle impronte che spesso si rischiano di lasciare sulle creazioni in Fimo,
 manipolando la materia nel tentativo di scaldarla tra le mani per darle la forma desiderata.
Ho spesso cercato di ovviare a questo problema, utilizzando un paio di guanti in lattice,
per dare più perfezione all'oggetto.
Ma non tutto può essere modellato con i guanti, perché i guanti, pur sottili, non ti permettono di entrare in un vero contatto con la materia, che, anche se sintetica, assorbirà le tue emozioni e la tua ispirazione.
Sono tante le creatrici del Fimo ma secondo me, il bello è che ognuna potrebbe realizzare qualcosa di sempre nuovo.
 E questo succederà solo se si riuscirà ad allontanarsi dalla pura imitazione
 per dare la propria impronta personale al proprio lavoro.
Impronta di pensiero e impronta di fatto.
Impronta di garanzia del fatto a mano.

arcobaleni tra arte e fimo alla Biennale di Venezia

Sovrapposizioni di idee alla Biennale tra Arte e Fimo



 
Come Sarkis attraverso quest'opera dedicata a Venezia, che oltrepassa,
 come la bellezza della Natura alla quale si ispira,
 ogni barriera geopolitica, aprendo i confini
e le barriere attraverso il respiro che riescono a donare le idee che prendono forma,
mi ritrovo a sovrapporre nella mia mente al arcobaleno di luce,
 il mio primo tentativo di realizzare, qualche tempo fa,
un arcobaleno in pasta sintetica termoindurente.
I colori sono gli stessi: violetto indaco, azzurro, verde, giallo, arancio di polimerica e artificiale sostanza.
 
arcobaleni tra arte e fimo alla Biennale di Venezia
 
 
arcobaleni tra arte e fimo alla Biennale di Venezia

Se lo guardo ora da vicino, prima di utilizzarlo come parte di una decorazione per una cornice personalizzata, riesco a scorgere sulla pasta, indurita dalla cottura, le mie impronte, come fossili. Quel giorno non avevo usato i guanti.
Sorrido.
E spero che la cornice che regalerò nei prossimi giorni possa donare Respiro e pace a chi la riceverà.

 
 

cornice fumo arcobaleno mini pony
                  Cornice Fimo by Alberta Bijoux



Un progetto DIY - Il porta attrezzi per il Fimo Biennale d'Arte inspired - Emirati Arabi


Ieri, sfruttando la tregua alla calura estiva,
 ho continuato il mio itinerario tra arte e fimo e a sono andata alla 56a Biennale d' Arte di Venezia,
 questa volta alla sede espositiva dell'Arsenale,
 per andare a caccia di altri spunti curiosi da unire alla mia esperienza di fimo lover.
 Mi piace scovare nell' arte collegamenti e idee che si possano accostare
al mio piccolo mondo in fimo;
mi piace interpretare in chiave famosa anche le opere d'arte insomma.
 
E questa volta, è stata l'occasione che mi ha ispirato un piccolo tutorial DIY
per realizzare un pratico porta attrezzi per la lavorazione delle paste polimeriche,
  ispirato dalla visita al Padiglione degli Emirati Arabi.
 
 
Ecco come è nata l'idea: all' interno del Padiglione degli Emirati Arabi,
 scorgo una curiosa vetrinetta dove sono esposte le opere dell' artista Abdullah Al Saadi.

Mi soffermo davanti alla vetrina che custodisce delle specie di collane realizzate
con materiali di riciclo infilati in un fil di ferro;
vedo uno spazzolino da denti usato che mi ricorda quello che uso per imprimere
la texture biscotto ai miei dolcetti;
vedo dei tappi di bottiglia che mi ricordano quelli che tengo sempre da parte come stampini circolari, e dei legnetti;
vedo appesi al fil di ferro circolare, che pare una collana, dei tubetti accartocciati di colore acrilico
 che mescolati al fimo liquid possono dare colore a realistiche glasse.

Abdullah Al Saadi, Emirati Arabi, The Circle and the Line

Abdullah Al Saadi, Emirati Arabi, The Circle and the Line

Ad Abdullah Al Saadi in realtà ogni oggetto, apparentemente semplice e privo di valore,
 racconta una storia e ha la capacità i trasmettere l'utilità di un messaggio senza parole.

Questi oggetti tenuti insieme da un fil di ferro circolare come circolare è il ciclo di ogni vita,
 ai miei occhi, diventano dei charms che decorano una collana concettuale
come si trattasse di un bijoux.

Ecco che così, istintivamente, per associazione di idee, di materiali e di strumenti,
la sua opera "The Circle and the Line" mi ha suggerito un bel progettino fai da te DIY
utile per tutte noi creative delle paste sintetiche.


Confessate.... quante di voi trovano tutti gli strumenti per lavorare il Fimo
 a portata di mano al posto giusto ben riordinati?
 Mah, a me capita raramente ... del resto dicono che nel disordine la creatività regni sovrana.
 Questo progettino Biennale inspired, che oggi voglio proporvi,
  penso possa veramente essere utile e decisamente artchic.
Il Circle porta attrezzi by Alberta Bijoux
 L'idea di realizzare un cerchio porta attrezzi per l'hobby delle paste modellabili,
 nasce dall'essere stata colpita dai materiali di riciclo utilizzati da Al Saadi,
 oggetti che sembrano proprio essere gli attrezzi base e di riciclo
che vengono utilizzati principalmente anche da noi creatrici del fimo.

Tornata a casa decido di riordinare i miei attrezzi principali per la lavorazione del fimo. 
Prendo un pezzo di fil di ferro e poi man mano inserisco,  dopo averci praticato un piccolo forellino nel manico, uno spazzolino da denti;
una pallina di carta stagnola, ideale per realizzare voi tipi di texture sulle creazioni prima della cottura, dei tappi di bottiglia, da utilizzare come stampini circolari;
un piccolo mattarello per stendere la pasta.  
 
DIY cerchio porta attrezzi fimo

DIY cerchio porta attrezzi fimo

 
DIY cerchio porta attrezzi fimo
Un progetto DIY. Il Circle porta strumenti di Alberta Bijoux

E poi, volendo si possono infilare bene, all'interno dell'anello, anche i panetti di pasta sintetica
 You Clay della TO DO, perché dotati di una comoda scatoletta richiudibile con un forellino
con il quale generalmente viene appesa, ordinata per colore negli espositori dei negozi.

ECCO dunque realizzata la mia collana creativa, il mio necessaire concettuale Biennale inspired, il mio pronto fimo che posso appendere a un semplice chiodo alla parete,
pronta con tutto l' occorrente in bella vista per creare domani. 


 

DIY cerchio porta attrezzi fimo

DIY cerchio porta attrezzi fimo
 
 

mercoledì 12 agosto 2015

Un buco nel cuore di San Vito di Cadore



un buco a san vito di cadore biennale
 
Un buco nel cuore di San Vito di Cadore /
Padiglione Brasile 56a Biennale d'Arte di Venezia, Manuel-Reale-Komatsu


 
"Purtroppo non siamo al Padiglione del Brasile alla 56a Biennale di Venezia!
Solidali con San Vito di Cadore."

Così scrivevo istintivamente sul mio profilo Twitter la mattina del 7 agosto 2015,
dopo aver visto con i miei occhi,
dato che mi trovavo in vacanza nei pressi di San Vito, a Borca di Cadore,
 il lacerante quadro provocato da una violenta bomba d'acqua
che si era abbattuta la notte precedente nella rinomata località di montagna,
San Vito di Cadore, a pochi minuti d'auto da Cortina d'Ampezzo.
D'impulso ho affiancato una foto del disastro
con una che avevo scattato durante una delle mie visite alla Biennale.
 
Al Padiglione del Brasile alla Biennale, passando col mio corpo attraverso i buchi nelle pareti,
mi ero trovata
 davanti alla possibilità e alla libertà data all'uomo di interagire con un'architettura,
di modificare uno spazio e un ambiente,
 alla possibilità di abbattere un muro o un pregiudizio,
ma a San Vito ho visto purtroppo come sia la Natura stessa
a modificare improvvisamente l'ambiente e l'uomo che ci vive senza presentare progetti
 o permessi CIA; davanti ad essa l'uomo ben poco può fare, sia esso un artista o un architetto.

Ma torniamo con il pensiero alla sera del 6 agosto.
Mi trovavo, come vi ho già detto, in vacanza a Borca di Cadore, a casa di mia suocera,
 a due passi da San Vito di Cadore,
 quando, all'ora di cena, dopo un temporale e un breve black out,
hanno cominciato a suonare le sirene.
 
Non essendo residente non ho ben compreso da subito il significato di tale suono,
ma istintivamente il tono lamentoso e prolungato delle sirene non faceva presagire nulla di buono.
Su internet non trovavo ancora nessuna informazione sull'accaduto.
Poi è arrivata qualche sommaria notizia dai vicini di casa:
probabilmente, dicevano, si trattava solo di una colata di fango dal monte Antelao.
 
Invece, la mattina dopo, abbiamo acceso la tv e abbiamo visto i nostri monti
far da sfondo a tristi notizie.

Non era stata una semplice colata di fango, purtroppo.
 
Siamo passati per San Vito quella mattina , tra camion dei vigili del fuoco e giornalisti.
Le notizie non erano ancora certe, ma la violenza dell'impatto contro la casa,
 trafitta da parte a parte, trasmetteva la violenza dell'accaduto.

Frana a San Vito di Cadore

Una casa situata proprio nel cuore del pese era stata trafitta da parte a parte.
 
frana a San Vito di Cadore

E' il 7 agosto, il giorno dopo che una frana, seguita da una forte colata di fango e detriti, staccatasi dal monte Antelao ha provocato un vero buco nel cuore nel centro di San Vito di Cadore, nel cuore delle famiglie che hanno perso i loro cari travolti con le loro auto e  nel cuore di tutti noi.
 
 
Dopo la bomba d'acqua di ieri notte il torrente Boite, che attraversa San Vito e Borca di Cadore,
si tinge dei colori della pasta polimerica fimo 70 Sahara
acquistata l'atro giorno a Cortina per calmare il mio attacco polimerico

http://albertabijouxfimoblog.blogspot.it/2015/08/attacco-polimerico-cortina-dampezzo.html;

e fatalità, dato che porto ancora il panetto in borsa,
scatto qualche foto.


fimo soft 70 sahara
Il torrente Boite color 70 Sahara
 

Di solito siamo noi a cercare di imitare e riprodurre i colori della Natura,
ma quando è la Natura ad assumere e ricordarci le tinte delle paste sintetiche,
quando il torrente Boite sembra un miscuglio di Fimo liquid e Fimo Soft 70 Sahara,
vuol dire che la Natura si è davvero arrabbiata.

 


martedì 4 agosto 2015

Idee polimeriche alla 56a Biennale d'Arte di Venezia tra Arte e Fimo - Padiglione Svizzera


All'interno del Padiglione  Svizzera, che, alla 56a Biennale d'Arte di Venezia,  ospita  l'installazione "Our  Product" dell'artista Pamela Rosenkranz, vengo  improvvisamente investita  da un  potente  fascio  di luce verde neon che mi tinge artificialmente  di verde.
Un #selfie  di rito, all'interno del Padiglione, mi mette al corrente del fatto che la mia immagine, pian piano,  sotto l'effetto del raggio verde, che speriamo  doni saggezza come quello di Verne, si sta deformando.

Alberta Bijoux Biennale polimeri selfie

Alberta bijoux  alla Biennale

I miei  occhi crescono a dismisura e ormai sono grandi come due palle di Fimo; il mio incarnato ha assunto la tonalità  polimerica  che ricorda quella della pasta verde neon della You Clay.

Cosa mi sta succedendo  all'interno di questo  magico Padiglione?
Il suo messaggio  concettuale sta polimerizzando le mie idee?
Mi sto polimerizzando anche io?

Eppure non ho avuto ancora il coraggio di immergere il mio dito nel liquido brodoso  e misterioso  contenuto  nella grande piscina che sta a lato.


Esso ha un colore naturale che sa di innaturale  e istintivamente  mi tiene a distanza. 
Nella manipolazione di ingredienti  per  lo più  sconosciuti,  come le ricette delle paste  polimeriche,  tra acrilico, metilene, elastan, silicone  e polimeri sintetici, in questa farmacia artistica, è  proprio vero, 
le mie idee stanno diventando irresistibilmente polimeriche.

Alberta  bijoux  alla Biennale polimeri

Il Padiglione  è  un corpo fluido  che ci modella e che ci fa riflettere  su quanto i polimeri  siano  presenti nelle nostre vite.

Nella  mia  di sicuro!

Resto in  bilico  ai margini  della piscina e mi trovo a brillare di luce riflessa grazie all'artifizio  dell'arte,
come una delle lucciole del mio giardino  in montagna, con la naturalezza dello stupore delle sensazioni  chimiche del mio volto deformato  dalla realtà.
In bilico, nella mia percezione dell'eterna disputa sull'utilizzo di materiali  organici  e sintetici nella nostra polimerica  esistenza.
Proprio  come una lucciola che racchiude nel suo corpo l'alchimia della Natura,  custode  dei suoi segreti che i polimeri cercano di imitare.

venerdì 31 luglio 2015

Come Alice alla 56a Biennale d'Arte di Venezia. Itinerario tra Arte e Fimo

 
Come Alice nel Paese delle Meraviglie proseguo sognante il mio itinerario tra Arte e Fimo nella sede espositiva dei Giardini alla 56a Biennale d'Arte di Venezia.
 
Dopo aver trovato la chiave magica, la chiave che considero la più importante per la creatività, ovvero la chiave d' interpretazione, presso il Padiglione giapponese, come vi ho già raccontato in un precedente post,
 
 
sbuco ora in un giardino magico e incantato dove il gioco delle proporzioni si è invertito.
 
Davanti alla gigantesca orchidea dell'artista tedesca Isa Genzken
mi sento improvvisamente rimpicciolire.
Mi sento diventare sempre più piccola, proprio come una nuova Alice mentre sorseggio dalla bottiglietta che tengo in mano un po' di acqua fresca.
E penso che Venezia è proprio la città delle meraviglie dove può sempre accadere qualcosa di strano.
 


Con le Two orchids, cresciute a dismisura probabilmente a causa del fertile terreno della Biennale,
 un terreno ricco di idee e di scambio di punti di vista e di sperimentazioni artistiche, che diventano, viste le dimensioni, dei fiori architettonici, Isa Genzken propone il suo viaggio nel paese delle meraviglie, un viaggio variopinto e giocoso in una dimensione immaginaria.
Isa sorprende proprio come Oldenburg e le sue opere dalle dimensioni colossali attraverso il cambio  di dimensione.
 

Dai tempi dell' Alice di  Lewis Carroll  confermo che ancora oggi il cambio di dimensione, elemento associativo capace di far sviluppare il pensiero creativo, come diceva Bruno Munari, resta sempre attuale ed è ancora un efficacissimo espediente, anche se transmaterico, capace di stupirci e di farci provare meraviglia.



Nella vetrina del fiorista ammiriamo la delicatezza e la perfezione delle forme effimere e delicate dei fiori dell'orchidea;
 

 
petali fragili e carnosi che crescendo a dismisura nei magici Giardini della Biennale di Venezia cambiano la loro materia e diventano resistenti come opere architettoniche in acciaio.
 
 
Il gioco del cambio delle dimensioni continua e questa volta,
tornata a casa,  
 
orchidea fimo
Miniatura di Orchidea in Fimo by Alberta Bijoux
 
 
realizzo un piccolo fiore in miniatura di orchidea in Fimo, materia polimerica.
E' un fiore che non sfiorirà mai,
un po' come quello di Isa alla Biennale,
 e per continuare il gioco del cambio di dimensione,
 questa volta mi piace sentirmi un po' come Gulliver nel piccolo mondo dei Lillipuziani.
 
 
orchidee fimo e arte biennale
Biennale tra Arte e Fimo by Alberta Bijoux